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lunedì 4 febbraio 2013

"CAGLI IERI E OGGI" - Gli affreschi distrutti di Palazzo Marcelli

"CAGLI IERI E OGGI" - Gli affreschi distrutti di Palazzo Marcelli

GLI AFFRESCHI DISTRUTTI DI PALAZZO MARCELLI MATEROZZI-BRANCALEONI

Più volte e più volte Luigi Michelini Tocci ebbe inutilmente a ripetere che sulla facciata di Palazzo Marcelli Materozzi-Brancaleoni erano delle figure e decorazioni affrescate.

Ora le antiche lastre fotografiche (prima metà del Novecento) che si stanno digitalizzando per la nuova Fototeca Comunale mostrano quanto erano fondate le indicazioni di Luigi Michelini Tocci. Vi era anche il quadrante di un orologio che probabilmente fu realizzato quando nel 1612 il Comune acquistò parte del palazzo quale sede dei Priori.

Purtroppo però nel 1995 i geometri dell'Ente Seminario (che aveva commissionato i lavori) nonostante i ripetuti telegrammi di allarme alla Soprintendenza BAP delle Marche (a firma Alberto Mazzacchera per l'Istituto Italiano dei Castelli) non intesero fermare i lavori di rimozione dell'antico prezioso intonaco se non quando era oramai troppo tardi.
Senza alcuna vera indagine preventiva sull'intonaco, questo fu rimosso partendo da terra fino a toccare il quadrante dell'orologio posto all'altezza delle finestre quadrangolari del secondo piano.
Così tutto è andato in larghissima parte perduto irrimediabilmente a seguito della menzionata disinvolta demolizione degli intonaci caparbiamente perpetrata dai geometri dell'Ente Seminario con l'avallo degli "esperti" della Commissione Edilizia Comunale e di uno storico che già in precedenza aveva fatto coprire altri affreschi.

Quanto si vede nelle immagini della prima metà del Novecento è probabilmente solo la parte meglio conservata di un ciclo d'affreschi che quasi certamente interessava l'intera facciata con parti a figura e parti a disegni geometrici, sull'esempio di tanti simili palazzi cinquecenteschi in Italia. Con le avanzate tecniche di restauro si sarebbe potuto riporate alla luce tanta parte di quell'importante e per Cagli raro esempio di facciata affrescata (l'altro, seppure differente, è quello di Palazzo Tiranni Carpegna).

PALAZZO MARCELLI MATEROZZI-BRANCALEONI (brevi cenni storici)

La proprietà di questo Palazzo spetta oggi all'Ente Seminario di Cagli in forza del testamento di Arnaldo Brunetti morto in data 11 febbraio 1932. E' così che l'intero patrimonio del conte Gaetano Materozzi Brancaleoni (padre adottivo della moglie del Brunetti) fu lasciato "con la comune intenzione che l'asse fosse impiegato a scopo educativo religioso" per i giovani di Cagli.

Il Palazzo edificato da Benedetto Marcelli nel Cinquecento tra Piazza Maggiore (l'attuale Piazza Matteotti) e via Giuoco del Pallone (dal 1898 via Leopardi) fu acquistato in parte nel 1612 dal Comune di Cagli, dagli eredi Marcelli, quale sede per i Priori comunali.
Del Palazzo, scrive il Bricchi nel Seicento, che si tratta "di struttura di dotto artificio" la quale "è da ogni parte abbellita d'alti edifici, con sotto l'officine per l'arti che vi si esercitano".
D'altra parte sempre nel Seicento il Gucci annotava come "Benedetto Marcelli, che nel secolo andato fu dottore di legge di gran fama, e con le sue virtù esperimentate in più governi di Città, e di Provincie acquistò ricchezze superiori ad ogni altro Cittadino del suo tempo, con le quali fabbricò quel nobile, e comodo Palazzo, che circa l'anno 1612 comprò il Pubblico dai suoi successori".
Era certo molto giovane Benedetto Marcelli quando nel 1541 per Ascanio Colonna, duca di Tagliacozzo, veniva investito del governo delle terre di Articoli, Corrado, Riccofredo, Vallinfreda e Cigliano.
Per le sue capacità l'anno successivo il giureconsulto Marcelli diveniva governatore generale di tutto lo Stato del Colonna. A quest'ultimo incarico sarebbe stato nuovamente chiamato nel 1547 anche dal principe Fabrizio Colonna.
Per il duca Guidubaldo II Della Rovere ebbe invece a ricoprire in Gubbio e nel Montefeltro l'ufficio di viceduca. I

llustri, stando sempre al Gucci, furono gli ospiti che varcarono la soglia del palazzo di Benedetto Marcelli. Nel 1576 pranzava a palazzo la "Principessa Isabella sorella del Duca e moglie di Bernardino Sanseverini Principe di Brisignano, la quale tornava agli Stati di suo marito" portando al suo servizio i cagliesi Federico Benedetti e donna Giustina Marcelli. Lo stesso Marcelli d'altra parte fu rettore dello Stato del principe di Brisignano in Calabria. I rapporti con tale signore dovevano essere particolarmente buoni visto che nel 1578 passando per Cagli il "Principe di Brisignano Cognato del Duca", che stava facendo rientro nel suo Stato, "scavalcò al Palazzo di messer Benedetto Marcelli, andò a desinare in Casa di messer Federico Benedetti, e la sera tornò a cena et ad alloggiare dal Marcelli, di dove la mattina seguente partì per il suo viaggio".
Nel corso di tale anno era stata ospitata a palazzo Marcelli anche la "Madre del Duca, che andava a Gubbio per intervenire alla celebrazione della festa di Sant'Ubaldo". Lo stesso duca d'Urbino d'altronde manifestava stima nei confronti del Marcelli.
Infine al cardinale d'Este, di ritorno a Roma dalla Francia nel 1577, "fu dato onoratissimo alloggio in questa Città, et il Cardinale l'ebbe nel Palazzo di messer Benedetto Marcelli, dove venne servito con sua intiera sodifatione".

I Materozzi-Brancaleoni entrano in questo Palazzo solo nel XVIII secolo grazie ad un matrimonio. Infatti su istanza del signor "Conte Pietro Mattarozzi congiunto colla Signora Marianna Sertory una delle nostre Concittadine di primo grado, colla contratta obbligazione di continuare una Famiglia" il Generale Consiglio il 31 luglio 1780 discuteva l'aggregazione al ceto nobiliare.
Marianna, figlia di Benedetto Sertori e di Caterina Pellegrini, era l'ultima rampolla dell'antico casato dei Sartori, già presenti nell'antica città, detti anche, ricorda il Tarducci, Sertori o Santori.

Il testo storico è stato estratto da: Alberto Mazzacchera, "Cagli" in "Palazzi e dimore storiche del Catria e Nerone", Gius. Laterza & Figli, Bari 1998, pp. 53-56

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